Gli Sfocati - Mauro Ruffinatto
Ho iniziato ad appassionarmi di fotografia a 19 anni, nel 1996. I primi scatti li feci a delle mie amiche ma soprattutto mi concentrai sulla macrofotografia perché, dovendo imparare, fiori ed insetti erano ottimi soggetti da riprendere durante per i miei esperimenti di tecniche e stili. Nel 1999 ci fu una prima svolta. All'università tre mie amiche, scoperta la mia passione, mi chiesero di fotografarle e così abbandonai definitivamente la macrofotografia e i ritratti divennero la passione che ancora oggi, sebbene sotto una diversa interpretazione, mi accompagna.
Nel 2004 tutti i miei entusiasmi erano svaniti e la macchina fotografica l'avevo quasi dimenticata. Causa di tutto fu l'affermarsi della fotografia digitale.
Va detto che fino ad allora non avevo fatto nessun corso di fotografia, non sapevo che esistessero i circoli fotografici e soprattutto non mi stampavo le fotografie perché il mio fotografo di fiducia era, furbescamente, riuscito a convincermi che gli svantaggi dello sviluppo autonomo erano ben più rilevanti dei vantaggi.
Con l'avvento del digitale la qualità delle stampe analogiche (che già non mi facevano impazzire) iniziò a calare vertiginosamente e non capendo i motivi di tanta insoddisfazione pensai che la colpa fosse mia ed inizia a demotivarmi.
Nel dicembre del 2005, nel tentativo ultimo di ravvivare i vecchi ardori della mia passione mi decisi a fare il passo che mai avrei voluto fare: comprai una reflex digitale!
I primi scatti li feci ad un vaso di fiori finti, poi lentamente mi si riaccese l'interesse, ma continuavo a non stamparmele ed ogni volta che aprivo la busta con le stampe mi cascavano le braccia.
Nel febbraio del 2006 passai davanti ad una galleria d'arte e rimasi scioccato.
Vidi la poesia tradotta in immagine, ero di fronte a delle fotografie di Augusto Cantamessa. Mi resi conto che fino ad allora avevo percorso una strada sbagliata e mi iscrissi al corso di fotografia del nostro circolo.Da allora sono cambiate tante cose, i ritratti delle ragazze non mi entusiasmano più, li faccio solo per questioni filologiche. I miei soggetti preferiti sono le persone che incontro per la strada. Inoltre, le fotografie me le stampo, e i risultati sono molto diversi.
Per concludere non mi resta che rammaricarmi per le attuali leggi sulla privacy, che impediscono quasi totalmente di scattare in libertà. L'unica consolazione è che nelle mie fotografie i soggetti non sono mai ridicolizzati o abbruttiti, ma al contrario cerco sempre di esaltarli, di renderli eterei. Mi auguro quindi di non incorrere mai in spiacevoli discussioni.
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Ritratti in biancoQuesto è il primo portfolio su cui ho iniziato a lavorare. Non lo trovo, fotograficamente, molto interessante ma continuo a portarlo avanti perché è un'evoluzione della passione che mi ha trasportato nei primi anni.L'idea di base mi è venuta osservando le statue dei secoli passati. La perfezione del marmo di Carrara ne esaltava la bellezza, così ho pensato alle alte luci per... segue... |
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La battaglia dell'AssiettaQuesto portfolio l'ho realizzato in una mattina del 2006. Stavo assistendo alla rievocazione storica della battaglia dell'Assietta, quando dalla valle si sono alzate nubi enormi. Ho iniziato a scattare, concentrandomi più sulla battaglia che sulla manifestazione. Ho volutamente giocato su dei forti controluce... segue... |
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Stupinigi nella luce di novembreQuesto portfolio l'ho realizzato nel 2006, in una domenica pomeriggio di novembre. L'idea era trasmettere la serenità che il parco può regalare a chi vi passeggia. Volevo ritrarre la placida grandiosità della natura che accoglie il visitatore, lo accarezza con il suo silenzio e i suoi tiepidi raggi autunnali... segue... |




























