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Vittorio Scheni


Nato nel 1963, risiede e lavora a Torino è membro FIAF FIAP. Insignito con onorificenza AFI, dal 2009 Docente DAC. Vicepresidente della sezione fotografica del CRDC TORINO dove è responsabile del corso di fotografia e di un Workshop sul reportage. Si occupa di ricerca e realizzazione di reportage su tematiche sociali, vincitore di prestigiosi premi nazionali ed Internazionali.

Ha pubblicato diversi libri fotografici :

Le sue immagini sono esposte in modo permanente presso:

Ha tenuto conferenze sul fotogiornalismo applicato e fotografia Etica presso l'Università di Managua.

Lavora in collaborazione con alcune Associazioni ONLUS realizzando per loro reportage a carattere sociale.

Da un'intervista rilasciata durante l'inaugurazione di una sua mostra presso l'ex carcere Le Nuove di Torino nell'ottobre 2008:

"Perché proprio il sociale?"

Immaginate di svegliarvi una notte a causa di incubi, bene quegli incubi non sono tali ma realtà basta cercarli. Bisogna aprire quella botola ed almeno guardarci dentro, sapere che certe situazioni limite esistono davvero.
I bambini di Managua e di Dakar che vivono, crescono e che si nutrono di rifiuti camminando sulle montagne di immondizia alla ricerca di un qualcosa che li possa far sentire più ricchi. Per far fronte a tutto questo respirano colla da calzolaio conservata in recipienti di vetro nascosti dentro sacchetti di carta.
A Dakar in Senegal questi bambini oltre tutto ciò respirano i fumi maleodoranti e pericolosi di carcasse di copertoni, camion e di tutto quello che si può bruciare. La loro vita non supera i 40 anni nei casi migliori.

Ma senza andare lontano, avete mai provato ad andare in campo nomadi? Bene, la prima impressione è quella di trovarsi in una discarica a cielo aperto dove ,anche qui, i bambini giocano con giocattoli usati e dismessi da altri bambini che se ne sono liberati. Quello che mi ha fatto più impressione durante il reportage sui Rom Korakanè a Torino per l'Ires durato tre anni è stato quando ho visto un bambino di pochi mesi lasciato incustodito dalla madre sulla carrozzina vicino alla sua baracca realizzata con lamiere trovate chissà dove. Tutto attorno era un girovagare di topi grossi come gatti in cerca di cibo tra i rifiuti e questo neonato era li senza naturalmente rendersi conto della situazione.

"Da diverso tempo ti stai occupando di Carcere?"

Si, è il mio interesse predominante, tutto quello che totalitario lo è. E' un atto non solo documentativo ma di denuncia perché ci si renda conto che chi è n carcere non può e non deve essere considerato un differente e quindi emarginato.

"I carceri in cui sei entrato come ti sono sembrati?"

Non esiste ambiente totalitario dove le persone possono essere trattate come tali anche se eminenti psicologi e sociologi studiano il fenomeno "carcere" proponendo una sorta di libertà interiore anche all'interno di una tale struttura.
A Managua nel carcere di Tipipapa ci sono 5000 detenuti e nel braccio n° 9 sono custoditi i detenuti che hanno già scontato la pena ma. non sanno dove andare, rifiutati dalle famiglie, malati, soli. Tutto ciò e impressionante, la libertà è un bene di tutti noi molto spesso non ce rendiamo conto di quanto bella sia. Con la realizzazione del volume "Hotel Managua" l'Onlus che se ne occupa ha realizzato abbastanza ed ha fatto uscire da quel braccio 5 persone. Ora io in Nicaragua non posso entrare perché quel volume ha dato fastidio a qualcuno.

Recentemente sono stato al carcere di St. Louis in Senegal, questo è il carcere dove i deportati per la Caienna provenienti dalla Francia facevano scalo prima di attraversare l'Atlantico. Nella piazza principale sono conservate quattro cippi di legno dell'ex ghigliottina che servono "a monito" A maggio del prossimo anno sarò in Ucraina per visitare le carceri, vedremo. Tutto ciò non è solo un atto documentativo ma un vero e proprio dovere civile e morale nei confronti di chi è all'interno della botola di cui parlavo all'inizio, serve a me e serve a chi è indifferente perché vuole esserlo.


Hotel Managua

Realizzato nel 2005 presso il carcere di Tipitapa dove è presente il braccio n°9 un particolare braccio dedicato a quei detenuti che hanno scontato la loro pena ma che non escono da questa struttura perché rifiutati dalle famiglie e dalla società. E nel carcere di Estelì una struttura di massima sicurezza dove le pene sono superiori a 15 anni. È stato pubblicato un volume che ha reso possibile l'uscita dal braccio n°9 di alcuni detenuti ospitati presso una struttura dedicata protetta.

Scheni - Hotel Managua
Scheni - Hotel Managua
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Vite nel buio

Realizzato presso il manicomio di Managua per l'associazione la Ragnatela. Le diverse mostre a Bolzano, Firenze e Roma hanno reso possibile la fornitura di farmaci. Chi mi accompagnava all'interno del manicomio mi ha confidato che mai ha visto durante la sua vita un simile degrado e richiesta di aiuto da parte degli assistiti neanche durante la rivoluzione Sandinista.

Scheni - Vite nel buio
Scheni - Vite nel buio
Scheni - Vite nel buio
Scheni - Vite nel buio
Scheni - Vite nel buio
Scheni - Vite nel buio
Scheni - Vite nel buio
Scheni - Vite nel buio
Scheni - Vite nel buio
Scheni - Vite nel buio
Scheni - Vite nel buio

Zingari

Questo reportage realizzato tra il 2002 ed il 2005 commissionato dall'IRES Piemonte,si svolge presso l'ex campo nomadi di strada dell'Arrivore a Torino. Questa comunità di zingari Korakanè nel settembre 2005 è stata spostata in via Germagnano sempre a Torino.

Scheni - Zingari
Scheni - Zingari
Scheni - Zingari
Scheni - Zingari
Scheni - Zingari
Scheni - Zingari
Scheni - Zingari
Scheni - Zingari
Scheni - Zingari
Scheni - Zingari
Scheni - Zingari
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